Il senso del tatto e il valore del contatto: si parte!

Il suo ruolo nello sviluppo umano trova fondamentale importanza al giorno d’oggi..

Questo senso è il primo a svilupparsi nell’embrione umano. Infatti, già a otto settimane di vita, quando l’embrione nell’utero è lungo appena tre centimetri e non possiede ancora né occhi né orecchie, è sufficiente un superficiale sfioramento delle sue labbra perché lui reagisca allontanando la testa.

Secondo i principi dell’embriologia, una funzione vitale è tanto importante quanto più precocemente si sviluppa. Pertanto, è logico presumere che il contatto sia un bisogno primario per l’uomo.

“Nulla è nell’intelletto che prima non sia stato nei sensi” (Aristotele)

Inoltre l’embrione, all’interno della cavità uterina, è immerso e cullato nel liquido amniotico, da cui riceve una leggera stimolazione tattile. In questa prima fase della vita intrauterina, l’embrione sperimenta un continuo dolce idromassaggio che non si arresta neanche di notte, quando la mamma dormendo lo cullerà con la sua respirazione, lentamente e ritmicamente.
Dal secondo mese di gravidanza in poi, l’embrione cresce rapidamente fino a riempire completamente l’utero. Verso l’ottavo mese, la stimolazione tattile è effettuata direttamente dalle morbide pareti muscolari uterine. Quello che prima era un idromassaggio è divenuto ora un vero e proprio massaggio avvolgente.

Anche se non possiamo ricordare a livello conscio il periodo trascorso nell’utero di nostra madre, il nostro inconscio, la nostra pelle e il nostro corpo lo rammentano bene (Leanti La Rosa, 1990, 1992).

Dal tatto dipende la coscienza di noi stessi e la percezione del mondo intorno a noi. Il tatto ci fornisce il senso della profondità, dello spessore, della forma degli oggetti; è un senso a cui gli esseri umani sono particolarmente reattivi. La cute, con la sua ricchissima innervazione rappresenta un involucro sensitivo e riflessogeno d’eccellenza, da essa iniziano e finiscono i confini dell’ ”io”.

“La vita di un individuo è la vita del suo corpo” Alexander Lowen (1998)

Il futuro dell’adulto, i suoi comportamenti, la sua salute saranno per sempre legati a queste forti esperienze prenatali. Il tatto ed il bisogno di contatto rappresentano un condizionamento neuro-associativo, un imprinting psico-biologico, che si installa e radica durante la vita fetale e che è quindi in grado di rappresentare un bisogno vitale.

Per questo motivo nasce la sezione del blog “TERAPIA MANUALE” dove condivideremo con voi punti di vista e informazioni inerenti l’importanza di questo vasto mondo, e del contatto, nel favorire i processi di sviluppo, crescita e salute della persona.