Storia e significato delle Pratiche Somatiche

Cosa sono le pratiche somatiche

Sono discipline ibride provenienti da diversi studi su filosofie e pratiche antiche, la terapia manuale, il movimento consapevole e l’anatomia esperienziale, le pratiche somatiche sono pratiche di movimento mirate alla ricerca o allo sviluppo di proprietà fisiche, e di conseguenza cognitive, inerenti il sistema corpo. Permettono al praticante di fare esperienza di sè lavorando contemporaneamente su più aspetti di vita, fisico-mentali, bio-chimico-emotivi, psico-sociali, energetico-spirituali, somato-relazionali.

Possono stimolare e muovere nuove sensazioni nel corpo, riportando l’attenzione al corpo fisico, il quale diventa sede del risveglio o riavvicinamento interiore, portando verso una maggiore consapevolezza dello spazio interno ed esterno quali luoghi di scambio e relazione con il sè e il prossimo.

Le pratiche somatiche sviluppano la consapevolezza interna – attraverso la propriocezione, l’interocezione, l’intelligenza cinestesica, la visualizzazione ecc. – per portare parti sconosciute di te stesso e della tua esperienza nella sfera del conscio. L’apprendimento somatico rende consapevole l’inconscio e nel processo ti lascia libero di muoverti, agire, pensare e vivere. Massimizza non solo il tuo corpo fisico ma il tuo pieno potenziale umano.

Il termine somatici fu coniato dal filosofo americano Thomas Hanna (1928-1990) negli anni ’70. Derivandolo da soma, la parola greca per “corpo”, Hanna ha coniato la parola somatici per descrivere “il campo di studio dell’essere umano come sperimentato dall’interno” , “lo studio del sé dal punto di vista dell’esperienza vissuta interiormente, che comprende le dimensioni del corpo, della psiche e dello spirito”. La definizione di Hanna include direttamente o indirettamente un sacco di tecniche o discipline conosciute ai giorni nostri, ma anche altre molto meno comuni.

Ne riportiamo alcune che secondo noi meritano di essere considerate:

Un po’ di storia – Le pratiche somatiche sono nuove?

Se stai pensando a pratiche antiche come lo yoga, il tai chi o il qigong, è perché in un certo modo è da lì che, come umani, abbiamo cominciato a svilupparci in questa direzione “somatica”. Alcuni sosterrebbero che lo yoga è la pratica somatica d’origine. Anche se questo non sarebbe sbagliato, a rigor di termini, non è completamente accurato. Quando si fa riferimento alle “pratiche somatiche” oggi, in generale ci si riferisce a sistemi sviluppati negli ultimi 200 anni circa.

Nel corso della storia, varie culture hanno usato il movimento per impartire emozioni, lezioni mentali o spirituali. Esempio classico è il Tai chi chuan, uno dei più antichi metodi esistenti assieme al Qigong, sviluppato in Cina tra il 2205 a.C. e il 1100 d.C.

Queste sono le fonti che diedero vita a sequenze di movimenti sviluppati poi collettivamente da molte generazioni di filosofi, guaritori e artisti. Essi furono influenzati dal Taoismo, un’antica religione cinese che incoraggia l’osservazione dei modelli di movimento e di cambiamento della natura come mezzo per aiutare gli umani nella comprensione dei cambiamenti fisici, mentali ed emotivi che si verificano nel corso dell’esistenza.

Per centinaia di anni la maggior parte della cultura occidentale, compresi i metodi educativi e le pratiche spirituali, ha mantenuto una separazione tra spirito e carne, mente e corpo. Solo nell’ultima parte del diciannovesimo secolo, alcuni filosofi hanno iniziato a riesaminare la possibilità di usare esercizi fisici per promuovere un sano funzionamento mentale ed emotivo.

Uno dei più noti esploratori di questo periodo fu il Il filosofo armeno George Gurdjieff (1866-1949): alcuni dei movimenti per l’educazione dell’intera persona sono stati ispirati da danze sacre osservate in una parte remota dell’Asia centrale.

Nel 1919 il filosofo austriaco Rudolph Steiner (1861-1925) apre le scuole Waldorf per insegnare l’euritmia, la sua pratica di movimento per promuovere la crescita spirituale basata su vibrazioni sonore.

Lavorando da una prospettiva diversa, Joseph Pilates (1880-1965) sviluppa la contrologia, ora nota come Metodo Pilates, per liberare le persone dallo stress e dalla meccanizzazione della vita nel mondo industrializzato. La sequenza di esercizi di Pilates trova le sue origini dalle posture fisiche e dai concetti della pratica dell’hatha yoga.

All’alba del ventesimo secolo, il concetto di apprendimento cognitivo, fisico, emotivo e spirituale mediato dal movimenti del corpo comincia a riecheggiare in molti ambienti, anche accademici.

In tempi recenti, il concetto di miglioramento del sè, della propria esperienza di vita attraverso pratiche di movimento incentrate su livelli altri di presenza del corpo, è stato abbracciato dagli innovatori in molte altre professioni e ambiti; ci auguriamo possa trovare un eco sempre più ampio nella vita di ognuno.

Teoria delle pratiche somatiche

Il costrutto teorico-scientifico che sostiene la validità di queste pratiche è stato chiarito per la prima volta dalle antiche culture di Cina, India e Medio Oriente ed è passato per la voce dei medici, ricercatori, fisici che studiano le diverse leggi che governano l’universo. Un esempio italiano di estrema chiarezza, simpatia e luce è il fisico Emilio Del Giudice, che vi invitiamo calorosamente ad approfondire.

Questo antico costrutto sostiene che l’intero universo è in costante movimento.

Come parti dell’universo, gli umani sono soggetti alle stesse leggi del movimento. Imparando a sperimentare come queste leggi del movimento si riflettono nei nostri corpi, miglioriamo le nostre condizioni fisiche. Sviluppiamo anche una comprensione intuitiva di come questi principi fisici influenzano la nostra esperienza di vita quotidiana.

Le pratiche somatiche aiutano i partecipanti a concentrarsi sui messaggi che ricevono dai loro corpi e diventano più consapevoli delle loro sensazioni fisiche nel momento presente. Sviluppando una maggiore sensibilità fisica, una persona può sperimentare movimenti più liberi, più aggraziati, originali o audaci, creando un senso di piacere, realizzazione o calma.

Grazie a questo approccio si coltiva una sensibilità più sottile ma ampia, alla quale non siamo soliti dare attenzioni: a questo livello è possibile dialogare con i cambiamenti nel corpo e osservare fenomeni di nuova natura, come anche lo sviluppo della relazione con l’ambiente spaziale.

Fare esperienza di una pratica somatica

Oggi diversi tipi di pratiche somatiche vengono insegnate e praticate in quasi ogni parte del mondo. Le lezioni sono generalmente tenute in gruppo, sebbene l’istruzione privata è talvolta disponibile e alcune hanno competenze in bodywork.

Queste pratiche possono essere adattate a qualsiasi livello di età o gruppo con bisogni speciali. Oltre a condizionare il corpo fisico e offrire una piacevole interazione sociale, queste pratiche sembrano imprimersi sia sul corpo che sull’immaginazione della persona. Spesso ci mettono a confronto con alcuni limiti, insegnandoci ad affrontarli e gestirli e trasferire queste conoscenze in altri aspetti della vita. Inoltre, molti partecipanti affermano che queste pratiche hanno ampliato il loro senso di connessione con il resto dell’universo e la consapevolezza di cosa significhi essere umani.

Qui trovi informazioni riguardo lezioni individuali CI.
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