Movement tips #1 – la flessibilità

Come primo aspetto utile tratteremo il concetto di flessibilità, un fondamentale all’interno di un percorso svolto in maniera progressiva. Queste basi sono spesso lo scoglio iniziale di tutti ma anche primo grande passo verso la libertà di movimento e la salute del sistema corpo.

Che cos’è la flessibilità

Il termine indica la capacità dei tessuti molli/connettivo (che comprendono muscoli, tendini e legamenti) di allungarsi correttamente, ciò consente a un’articolazione di muoversi lungo la sua ampiezza di movimento ideale.

Si riferisce alle proprietà di estensibilità del pacchetto tendineo mio-capsulo-legamentoso, mane esclude il controllo motorio (quindi l’espressione di forza) all’interno delle posizioni raggiunte.

Questo lavoro aumenta la tua gamma di movimento e rende più facile eseguire determinati altri esercizi, movimenti o posizioni.

Benefici di questo tipo di pratica si notano immediatamente sulla postura, la coordinazione tra muscoli sinergici e inoltre aiuta a ridurre e prevenire il rischio di lesioni o indolenzimento muscolare.

Probabilmente non credi al fatto che esista un modo per iniziare ad allungarsi senza soffrire. Ma se me lo chiedi ti dirò che invece è possibile!

Ti suggerisco di lavorare immediatamente sulla reazione automatica che ha il corpo nei confronti del dolore, e mi raccomando NON creare aspettative nei suoi confronti. Sia in statica che dinamica può fare un’enorme differenza riconoscere questo meccanismo del dolore e lavorarlo con il respiro.

Esistono diversi modi per allenare questo aspetto, oggi ti consigliamo la modalità dinamica e statica per un lavoro iniziale sull’elasticità dei tessuti.

Stretching dinamico 

Con dinamico si intende l’essere attivi durante lo stretching portando le strutture del corpo alla ricerca del loro massimo allungamento. Osservando bene si noterà che sono lavori eseguiti lungo le catene cinetiche muscolari o i percorsi fasciali oggi conosciuti.

Esercizi di questo tipo sono eseguiti dinamicamente portandosi al limite, articolare e mio-fasciale, della struttura presa in esame. In questo modo trasciniamo i tessuti connettivi fino al loro massimo grado di allungamento disponibile in quel momento.

I movimenti di andata e ritorno, entrata ed uscita, dalla posizione di allungamento avvengono con una velocità spesso associata a quella del respiro e nel rispetto della biomeccanica. Di conseguenza è logico pensare che essi  avranno velocità, lunghezza e ritmo diversi per ognuno.

Grazie al respiro si possono enfatizzare i benefici di tutti i metodi di stretching; in questo dinamico ti consiglio di associare una fase di espirazione profonda prima dell’arrivo al fine corsa. Lavora sul timing con cui esegui i tuoi movimenti, è un’ottima abitudine per imparare a praticare sulla base della qualità della sensazione di allungamento. Vi stupiranno i risultati!

Utile per: riscaldarsi, sbloccare alcuni range di mobilità, pause attive.

In generale, il range/allungamento sarà maggiore quanto più caldi saranno i muscoli, questo approccio permette grazie alla dinamicità di ottenere flessibilità a lungo termine.

*tips on the tips: trasforma i periodi di rest in momenti di pausa attiva in cui fare qualche reps di allungamenti di cui senti il bisogno, ciò ti aiuterà a mantenere il focus sul corpo e la qualità del movimento durante l’allenamento oltre che ottenere flessibilità a lungo termine.

Stretching statico

Solitamente inteso come il “mettersi in posizione di allungamento e rimanerci per tempo” abitudine che non è poi cosi sbagliata se è stata a lungo un caposaldo nella pratica di numerosi atleti. Ma come ogni cosa dipende da come la fai.

Gli esercizi di stretching statico consistono in posizioni mantenute intorno alla barriera osteo-articolare, ovvero il limite concesso da tutte le strutture osse, articolari e ovviamente mio-fasciali. Questa barriera dipende da molti aspetti ma principalmente dalle condizioni delle strutture mio-fasciali, protagoniste di questo ambito della pratica.

Incontrata questa barriera, la si lavora attivamente con il respiro e con leggeri spostamenti di peso ma senza alcuna dinamica di movimento.

Utile per: post attività, per la mobilità articolare. Inoltre, se ben eseguito, anche per recuperare da un periodo di inattività prolungato. Qui tenta di detendere piuttosto che allungare realmente.

Spesso non è consigliabile come riscaldamento, semplicemente perché i muscoli dovrebbero essere adeguatamente riscaldati prima di essere allungati. Dunque usalo nel post attività come forma di calm down attiva.

Trascurare questo lavoro sul corpo, a prescindere dal metodo e dal momento, porta i muscoli ad irrigidirsi, accumulare tensione ed accorciarsi nel tempo.

Perciò ti consiglio di curare questo ingrediente fondamentale e provare i primi TIPS di flessibilità. Successivamente pubblicheremo su questo argomento altre metodologie che potrai usare per allungarti!

Pratica con costanza, piuttosto poco ma sempre!

Il costo di non farlo è spesso la perdita di progressi in altri ambiti della pratica o di arrivare ad essi impreparati.  “Usali o perdili” questo il mantra da ripetere per coltivare al meglio la tua flessibilità e mobilità.

Fabio per,
CorPoetica

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