Ester Braga – Playfight _ Falling into the point of contact

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24-25 OTTOBRE 2020
SPAZIO FATTORIA – MILANO Fabbrica del Vapore mappa

ORARI
SAB 11-18:30
DOM 10-17:30 Dalle 18 Sunday Jam fino alle 22
pausa pranzo

Costo 125 euro

Early bird 100 euro entro l’11 ottobre

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DESCRIZIONE: Falling into the point of contact è una ricerca in continuo divenire che si muove dalla pratica di Play-Fight e tocca la Contact Improvisation. L’attenzione è rivolta al momento di incontro attraverso la pelle, a quello che siamo in grado di comunicare e condividere in un punto anche minimo di contatto, con quale chiarezza, peso o leggerezza, con quale intenzione o qualità di attenzione.

Cosa succede quando ci lasciamo cadere nel punto di contatto?
E cosa succede quando “cresciamo” a partire dal medesimo punto?

L’obiettivo dell’esplorazione è di arrivare a danzare in un flusso libero tramite una profonda consapevolezza corporea e di ammorbidire il controllo del pensiero per riuscire a riconoscere, ed eventualmente modificare quegli schemi che disturbano il flusso invece che alimentarlo, sia danzando soli che in relazione.

Principi di PF:
Tessere la connessione
Economia del movimento – attivazione attraverso il rilascio di tensione
Resilienza fisica e mentale – muoversi integri
Sensibilità del tocco
Condivisione di peso corporeo a diversi livelli di intensità
Connessione dei centri, con e senza contatto
Cadere nel punto di contatto
Trasformare la caduta in momentum
Seguire l’input – non interrompere il flusso
Mettersi in gioco nella relazione – espandere la zona di comfort

Ester Braga 
Danza contemporanea, flying low e passing through, yoga, bmc, contact improvisation, e da 5 anni liquid body e play-fight sono le pratiche che per lo più hanno plasmato e tuttora alimentano il modo in cui mi muovo e ricerco attraverso l’espressione fisica e l’interazione con altri.
Tutte queste esperienze sono porte, trampolini per trovare più libertà: nel corpo in termini di flessibilità, efficienza, morbidezza, forza, radicamento e flusso; nella mente in termini di apertura, ampliando la percezione, addolcendo il processo del pensiero, riconoscendo gli schemi presenti, consapevole che posso crearne di nuovi quando necessario. Sono grata a tutti gli insegnanti meravigliosi e partner di danza che ho incontrato fino ad ora.
Mi sta molto a cuore il campo della contact improvisation, anche per l’insieme di valori e qualità che vengono incoraggiati attraverso essa. Il più recente allenamento costante nella pratica di play-fight, sviluppata da Bruno Caverna, mi ha dato la possibilità di aprirmi alla contact improvisation con un nuovo stato mentale (e corporeo). Al momento sono estremamente motivata dall’ esplorare questa sottile linea di confine/unione tra le due pratiche, prima di tutto riconoscendola nel mio corpo. Da tre anni faccio parte del programma di studio per insegnare Play-Fight condotto da Bruno Caverna; un viaggio strabiliante.

Il Play-Fight è una pratica fisica che amalgama le qualità cooperative della contact improvisation e partner-dance, con i raffinati principi di combattimento della capoeira e delle arti marziali interne. Attraverso un’esplorazione che va oltre il movimento fisico e lo studio delle forme, il Play-Fight è un vero e proprio allenamento all’osservazione e all’ascolto di sè in rapporto alle proprie esigenze espressive e al confronto costante con l’altro, una pratica che rivela i molteplici aspetti e le infinite possibilità dell’interazione umana in tutto il suo potenziale creativo. L’insegnamento principale del Play-Fight consiste nel mantenere la propria integrità fisica ed una mente calma e resiliente di fronte a momenti di potenziale rischio che sorgono spontaneamente – seppur in un contesto protetto e controllato – durante un’interazione che unisce il gioco alla lotta. Ancor prima, la comprensione e l’incorporazione dei principi della non-resistenza e della non-violenza, sono fondamentali affinchè si possa ritrovare quello stato originario dell’essere secondo cui “tutto fluisce”.

Maggiori info sulla pratica: play-fight.com

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Falling into the point of contact is an ongoing research through Play-Fight and Contact Improvisation.
It focuses on the moment of meeting through the skin, what we are able to communicate and share in this limited point, with how much clarity, weight or subtleness, from which space, intention or quality of attention.
What happens when we fall into the point of contact ? And what happens when we grow from the point of contact ? Are these two possibilities always available ? Can we fall and grow at the same time ?
The final purpose of the exploration is to enter into the free flow with a wider spectrum of possibilities stimulated through the body awareness; to soften the mind and support a process of recognizing and eventually re-patterning what is actually disturbing our flow, when alone and when shared.
PF principles supporting/interconnecting with CI:
connectivity craft
engaging by disengaging – effortlessness
physical and mental resiliency towards falling – moving with integrity
sensitivity of the touch
sharing body mass on different level of intensity
connect centre to centre with and without physical contact
fall into the point of contact
join the force – feed connection don’t break the flow
engage with the partner – stretch the comfort zone
About my way until here:
Contemporary dance, flying low & passing through, yoga, bmc, contact improvisation, and since the past 5 years liquid body & play-fight are those practices who mostly shaped and are shaping the way I move and discover myself through the physical expression and interaction with others.
All these experiences are doorways to find more freedom: in the body in terms of flexibility, efficiency, softness, strength, grounding and flow; in the mind in terms of openness, widening the perception, softening the thinking process, getting to know patterns that are there and understanding that I can create new ones when necessary. I am thankful for all the great teachers and dance partners I have met until now.
I care a lot about the field of contact improvisation, not only for the practice itself, but also for the set of values and qualities that are fostered through it. My latest consistent training into play-fight practice by Bruno Caverna gave me the possibility to open up myself to contact improvisation with a new state of mind (and body) which allows me to explore, within the frame of contact, but with a greater freedom cultivated through the play-fight training. For this reason I have been extremely curious to explore this fine line between the two approaches, in my body first. I am highly inspired to see how certain principles in the moment of the improvisation can work harmoniously together, empowering the dance from inside out, or can also take completely different directions. Since two years I am taking part in the Play-Fight Facilitator Program guided by Bruno Caverna; a mind-blowing journey.
Play-Fight, a self-empowering physical practice that weaves together cooperative qualities of dance partnering with highly refined confrontational principles from capoeira and internal martial arts. The exploration goes beyond the fringes of mere physicality. The reciprocal mirroring through the physical drills leads the practice into a deep space of self-discovery, for acknowledging and revealing myriad aspects in human interactions and expressions. The core guidance is to learn how to preserve own integrity and inner calm under controlled stress-induced events while being engaged through playfully confrontational interactions. The embodiment of principles of non-resistance and non-violence is at the top of all achievements for allowing flow to be embodied, returning thus to our original state of being.

For further information: play-fight.com

23-24 October 2020

Spazio Fattoria –  Milano Fabbrica del Vapore  map

SCHEDULE
SAT 11-18:30
SUN 10-17:30 from 18 pm Sunday jam until 10 pm
LUNCH BREAK

Price 125 euros

Early bird 100 euros within the 11th of October

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