Elisa Ghion

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Castagna matta fuggita giovane dalla “Brianza Velenosa”, sceglie da sempre percorsi di formazione non convenzionali. Studia Lingue, vive all’estero, comincia l’università ma capisce presto che preferisce il suo lavoro come clown dottora in ospedale. Studia ginnastica artistica, gioca a baseball, si incuriosisce con la giocoleria e da grande approda alla danza.

Nel 2005 trova sotto a un albero la Contact Improvisation. L’incontro è di quelli che non ci si può sbagliare: le due sono fatte l’una per l’altra.

Studia con molti formatori in italia e all’estero, integrando la Contact Improvisation con pratiche somatiche, parkour, camminate in montagna e qualsiasi altra pratica che alleni il Corpo in tutti i suoi aspetti: fisico, percettivo, immaginativo, emotivo, collettivo. Considera l’improvvisazione uno dei più potenti strumenti di resistenza contemporanea, che prepara a essere radicati e pronti a una società sempre più instabile e imprevedibile, fragile.

Nel 2015 fonda il duo “In remoto”. Progetto che incrocia la danza e l’architettura e il  concetto di abitare. Un luogo, un corpo, uno stato.  Collabora con Associazione Takla per la produzione di incontri di ricerca di  improvvisazione radicale multidisciplinare. Collabora con scuole di teatro, integrando il lavoro dell’attore con lo studio del corpo come creatore di narrazioni. Insegna in molti festival internazionali di CI (Israele, Romania, Friburgo, Italia, USA). Fa parte del progetto “Trattate”, gruppo di danzatrici legate da una ricerca sul corpo e il femminile. Dal 2017 è operatrice di Integrazione Fasciale. Da molti anni organizzatrice di eventi di CI,  nel 2018 fonda l’associazione CorPoetica.